Perchè non instituire una festa per la liberazione dalle tavole dai veleni alimentari importati ?

Anche il 71˚ anniversario della liberazione è passato, fra cortei, sfilate, incitamenti a non dimenticare e considerazioni sul fatto che il 25 aprile – lo dicono convinti i dirigenti dell’Anpi – sia una «festa per giovani». Poco importa se il 25 aprile ricorre anche l’anniversario della nascita di un tal Guglielmo Marconi: prima di tutto, anche delle invenzioni italiane che cambiarono il mondo, viene la Resistenza (la “R” maiuscola è pressoché obbligatoria).

Il 25 aprile, ovvero lunedì scorso, però, era anche il giorno di San Marco Apostolo, il primo evangelista, e io stesso ho assistito, davanti alla piccola chiesa di Semoriva (grumo di quattro case e una chiesetta, appunto, vicino a Busseto) alla benedizione dei campi, ritualmente celebrata proprio nel giorno della liberazione. E mi è venuto in mente che, approfittando di questa straordinaria coincidenza, si potrebbe proporre una nuova “liberazione”: quella dai tanti, troppi prodotti della terra inquinati e, perciò, pericolosi per la nostra salute, che piovono sulle tavole degli italiani da mezzo mondo.

Abbiamo un bell’affannarci a dire, a sostenere che i nostri vegetali di ogni ordine e grado sono i più controllati al mondo, che i nostri disciplinari di produzione sono i più rigidi e garantiscono la massima salubrità al consumatore: di fronte al pomodoro semilavorato cinese, al peperoncino vietnamita, alle arance uruguaiane, al riso indiano, ai fagioli kenioti e via discorrendo ci ritroviamo, purtroppo, disarmati. Queste vere e proprie porcherie agricole – per tacere dell’olio d’oliva – costano meno e così qualcuno, grazie alla permissività delle norme europee, le utilizza per produrre salse, sughi, risotti eccetera, che noi e i nostri figli, ignari, mangiamo.

Ecco allora che, pensando alla benedizione dei campi di lunedì scorso, mi vien da fare questa proposta al ministro delle politiche agrarie…..invochiamo innanzitutto l’aiuto del Buon Dio, vediamo di non farci trattare in Europa come pezze da piedi e liberiamoci, una volta per tutte, di queste indecenze estere, che fanno pure male. Il 25 aprile 2017 potremmo festeggiare l’ “agro-liberazione”: meno rancorosa, meno discriminante e certamente molto più salutare!

( tratto da un articolo pubblicato da un quotidiano nazionale )

W   L’ ITALIA !

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