aMARE il MARE

Uno  studio dimostra come l’acqua, sopprattutto quella del Mare – porti al cervello cinque benefici fondamentali per la felicità:

1. Il colore blu da’ sollievo
A quanto pare il colore blu è anche il colore preferito del mondo. Un progetto di ricerca del 2003, in cui è stato chiesto a 232 persone in tutto il mondo di indicare il proprio colore preferito. Ancora una volta è risultato essere il blu.

2. Stare lungo la costa rende più rilassati
per calmarci a livello di subconscio, basta anche solo osservare un paesaggio marittimo: guardare immagini della natura, infatti, fa attivare le parti del nostro cervello associate “a un atteggiamento positivo, alla stabilità emotiva e al recupero di ricordi felici”.

3. L’acqua ringiovanisce le menti stanche
In uno studio del 1995 pubblicato su Environmental Psychology sono stati analizzati il rendimento e la concentrazione di due gruppi di studenti: uno a cui erano state assegnate stanze con vista più paesaggistica (alberi, laghi, prati) e un altro a cui erano state date stanze su vedute più urbane. Il primo gruppo non solo dava risultati più brillanti, ma dimostrava anche una maggiore capacità di attenzione. Il profumo del mare anche nei giorni nuvolosi rinvigorisce e rasserena lo spirito e la mente .

4. Guardare le fotografie fa bene, ma l’acqua nella vita reale fa meglio
Secondo le risposte inviate durante uno studio con l’applicazione Mappiness (più di un milione), non solo le persone sono più serene quando stanno all’aria aperta, ma sono più felici del 5,2% quando si trovavano vicino a un corso d’acqua  del mare .

5. L’acqua ci riporta al nostro stato naturale
Siamo connessi all’acqua fin dal principio della nostra vita. Il corpo è mediamente composto per il 75% da acqua e il mantenimento della quantità adeguata di idratazione è basilare per il corretto funzionamento dei nostri organi.

Perciò     TUTTI   AL MARE  TUTTI AL MAREEEEEE……….

Liberazione……

Perchè non instituire una festa per la liberazione dalle tavole dai veleni alimentari importati ?

Anche il 71˚ anniversario della liberazione è passato, fra cortei, sfilate, incitamenti a non dimenticare e considerazioni sul fatto che il 25 aprile – lo dicono convinti i dirigenti dell’Anpi – sia una «festa per giovani». Poco importa se il 25 aprile ricorre anche l’anniversario della nascita di un tal Guglielmo Marconi: prima di tutto, anche delle invenzioni italiane che cambiarono il mondo, viene la Resistenza (la “R” maiuscola è pressoché obbligatoria).

Il 25 aprile, ovvero lunedì scorso, però, era anche il giorno di San Marco Apostolo, il primo evangelista, e io stesso ho assistito, davanti alla piccola chiesa di Semoriva (grumo di quattro case e una chiesetta, appunto, vicino a Busseto) alla benedizione dei campi, ritualmente celebrata proprio nel giorno della liberazione. E mi è venuto in mente che, approfittando di questa straordinaria coincidenza, si potrebbe proporre una nuova “liberazione”: quella dai tanti, troppi prodotti della terra inquinati e, perciò, pericolosi per la nostra salute, che piovono sulle tavole degli italiani da mezzo mondo.

Abbiamo un bell’affannarci a dire, a sostenere che i nostri vegetali di ogni ordine e grado sono i più controllati al mondo, che i nostri disciplinari di produzione sono i più rigidi e garantiscono la massima salubrità al consumatore: di fronte al pomodoro semilavorato cinese, al peperoncino vietnamita, alle arance uruguaiane, al riso indiano, ai fagioli kenioti e via discorrendo ci ritroviamo, purtroppo, disarmati. Queste vere e proprie porcherie agricole – per tacere dell’olio d’oliva – costano meno e così qualcuno, grazie alla permissività delle norme europee, le utilizza per produrre salse, sughi, risotti eccetera, che noi e i nostri figli, ignari, mangiamo.

Ecco allora che, pensando alla benedizione dei campi di lunedì scorso, mi vien da fare questa proposta al ministro delle politiche agrarie…..invochiamo innanzitutto l’aiuto del Buon Dio, vediamo di non farci trattare in Europa come pezze da piedi e liberiamoci, una volta per tutte, di queste indecenze estere, che fanno pure male. Il 25 aprile 2017 potremmo festeggiare l’ “agro-liberazione”: meno rancorosa, meno discriminante e certamente molto più salutare!

( tratto da un articolo pubblicato da un quotidiano nazionale )

W   L’ ITALIA !

Ottimisti o pessimisti

“La mente è padrona di se stessa,
da sola può fare del paradiso l’inferno,
dell’inferno il paradiso”.

John Milton, 1667


Tanto e’ stato scritto sulle potenzialita’ e sui limiti della mente. In molte tradizioni spirituali, non solo orientali, la mente e’ il concetto fondamentale degli insegnamenti, tutto parte da essa, sofferenza e beatitudine , benessere personale .  Ma se e’ facile pensarla cosi’ quando si sta bene, allorche’ si sta male o si passa un momento di particolare difficolta’, diventa maledettamente difficile.
Tu sei li’ che non sai che pesci prendere e arriva qualcuno che ti da una pacca sulla spalla e ti dice di “pensare positivo”, di “rompere gli schemi”, che “e’ inutile preoccuparsi”… La prima reazione solitamente e’ mandarlo perlomeno a quel paese, non e’ cosi’? 

La mente  spesso fa quello che vuole Lei , nonostante  siamo contrari e ci mettiamo  tutta la nostra buona volontà!

  Voi siete di solito  per il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto…..

Campioni d’Europa !!!

Cittadina di solo 15.000  è Campione d’Europa !!!

– E’ successo l’incredibile, il sogno è diventato realtà, Casalmaggiore è campione d’Europa. Era il 16 maggio 2015, è il 10 aprile 2016.

Cambiano le date, cambia la storia. La storia la scrive la Pomì Casalmaggiore che in 11 mesi contro ogni pronostico si prende Scudetto e Coppa Campioni.

Solo 15.000 abitanti, e tutti  al vertice  d’Europa.

Per il grande risultato ottenuto dalla Pomì, il presidente del consiglio Matteo Renzi si è complimentato su Twitter: “Evviva le ragazze di @pomiVBC campionesse europee di volley femminile. Festa grande non solo a Casalmaggiore #cevChampionsLeagueW”.

E il sogno prosegue con i prossimi campionati Mondiali !!

Volley, Champions League donne: Pomì Casalmaggiore campione d’Europa

Volley, Champions League donne: Casalmaggiore – Dinamo Kazan 3-0
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momenti della vita, un tassista racconta

taxi donna anziana

” Una notte, dopo una chiamata, intorno alle 2.30 del mattino, sono arrivato davanti ad un edificio buio, tranne che per una piccolissima luce che si intravedeva in una finestra del piano terra.

In queste circostanze, molti avrebbe suonato il clacson e atteso qualche minuto, e dopo sarebbero andati via. Ma ho visto troppe persone che dipendevano dal taxi perché non avevano un mezzo proprio.

Se non vedevo un pericolo imminente, andavo a citofonare. Così sono andato a bussare alla porta. Rispose una voce fragile che sembrava una voce di anziana: “un momento!”. Poi ho sentito trascinare qualcosa per il pavimento. Dopo una lunga pausa la porta si aprì. Davanti a me si presentò una vecchietta che probabilmente aveva più o meno 80 anni. Indossava un abito molto colorato ed un grande cappello, come una donna dei film degli anni ’40. Accanto a lei aveva una piccola valigia di plastica.

L’appartamento sembrava come se non ci avesse mai vissuto nessuno. Tutti i mobili erano coperti. Non c’era nè un orologio nè un soprammobile. In un angolo c’era un quadro di cartone pieno di foto.
– “Può portare il mio bagaglio in macchina?”, mi chiese la donna.
Ho messo la valigia in macchina e successivamente sono tornato per accompagnare la donna, che mi prese sotto braccio e si incammino con me lentamente verso la macchina. Per tutto il tempo continuò a ringraziarmi con gentilezza.
– “Niente di che”, risposi io. “Cerco di trattare i miei clienti nel migliore dei modi, come vorrei fosse trattata mia madre”
– “Oh, sei un ragazzo così buono!”, disse lei.
Quando sono entrato in macchina, mi ha dato un indirizzo e mi ha chiesto:
– “Potrebbe passare per il centro per favore?”
– “Non è la via più breve…” , risposi.
– “Non si preoccupi!”, disse lei. “Non ho fretta, sto andando in una struttura per anziani”
La guardai attraverso lo specchietto ed i suoi occhi brillavano.
– “Non ho più nessuno della mia famiglia”, continuo l’anziana. “Il medico mi ha detto che non ho molto tempo”, in silenzio, ho cercato il tassametro e l’ho staccato.
– “Quale tragitto vuole fare?”, ho chiesto.
Per le ore successive guidai per tutta la città e lei mi mostrò l’edificio dove aveva lavorato come operatrice dell’ascensore. Guidai attraverso il quartiere dove lei e suo marito avevano vissuto subito dopo essersi sposati. Sono passato difronte ad un deposito di mobili che un tempo era una sala da balla , che frequentava quando era ragazza. Qualche volta mi chiedeva di fermarmi di fronte ad alcuni edifici e di stare li con lei a contemplarli in silenzio.
Con le prime luci dell’alba, improvvisamente mi disse:
– “Sono stanca… Andiamo.”
Ho guidato fino all’indirizzo che mi aveva chiesto. Era un edificio basso, una piccola casetta con un vialetto che passava sotto ad un cancello. Due persone sono uscite ad accoglierci. Erano molto attenti alla donna. Ho aperto il portabagagli ed ho portato la valigia alla porta. La donna era già seduta su una sedia a rotelle.
– “Quanto ti devo?”, mi chiese uscendo il portafoglio.
– “Niente”, risposi
– “Anche tu devi mantenerti!”
– “Non preoccupatevi, ci sono altri passeggeri”, risposi io senza pensarci, mi chinai e le diedi un abbraccio fortissimo.
– “Hai dato ad una vecchia un momento di gioia. Grazie!”, disse lei sorridendomi.
Le strinsi la mano lasciandola nella luce del mattino.
Dietro di me, la porta si chiuse. Un rumore che chiudeva una vita. In quel turno non ho preso nessun altro passeggero. Ho guidato perso tra i miei pensieri e per il resto della giornata, potevo a mala pena parlare.
Che cosa sarebbe successo se quella donna avesse trovato un autista impaziente di finire il suo turno? Cosa sarebbe stato se avessi rifiutato di prendere la chiamata o suonare al citofono?
Guardando indietro penso di non aver fatto niente di più importante in tutta la mia vita. Pensiamo che la nostra vita ruoti attorno ad alcuni grandi momenti, ma spesso questi momenti ci colgono di sorpresa, avvolti in ciò che molti considerano banale. ”

Tratta le persone come vorresti essere trattato Tu .

possiamo provarci…che ne dite ?

Dalai Lama: i dieci ladri della tua energia!

 

Il Dalai Lama ci insegna…

Ci sono momenti della vita in cui la nostra energia sembra svanire, il corpo si fiacca, la mente si offusca. Eppure questa stanchezza psicofisica non è riconducibile a nessun evento particolare. Secondo il Dalai Lama questa condizione è da attribuirsi a 10 “ladri” dell’energia, per questo bisogna seguire 10 regole fondamentali per contrastarli e non sprecare energie preziose.

 1. Lascia andare le persone che solo condividono lamentele, problemi, storie disastrose, paura.

Lascia perdere le persone che solo giudicano gli altri. Se qualcuno cerca un cestino per l’immondizia, fai in modo che non sia la tua mente.

 2. Paga i tuoi debiti in tempo.

Nel frattempo fai pagare chi è in debito con te, oppure lascia andare se coloro che sono in debito con te non possono pagarti.

 3. Mantieni le tue promesse.

Se non l’hai fatto chiediti perché fai fatica a rispettare le tue stesse parole. Hai sempre diritto di cambiare opinione, scusarti e compensare, rinegoziare e offrire un’altra alternativa ad una promessa non mantenuta, ma non farlo diventare un’abitudine. Il modo più semplice di evitare di non fare una cosa che sai di non poter fare è dire di NO subito.

 4. Elimina, e nel possibile delega i compiti che preferisci non fare.

Dedica il tuo tempo a fare le cose che ti piacciono.

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 5. Permettiti di riposare quando ti serve…

…ma anche permettiti di agire se hai un’occasione buona.

 6. Butta, raccogli e organizza.

Niente ti prende più energia di uno spazio disordinato e pieno di cose del passato che ormai non ti servono più.

 7. Dai priorità alla tua salute.

Il corpo sano di permette di rendere al massimo della tua energia. Fai delle pause.

 8. Affronta le situazioni tossiche che stai tollerando.

Non tollerare le azioni negative di nessuno, né di un familiare, né di un amico, né di un compagno, o di un gruppo. È sempre meglio essere chiari e affrontare le persone a viso aperto.

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 9. Accetta.

Ma non per rassegnazione, niente ti fa perdere più energia di una situazione che non puoi cambiare.

10. Perdona.

Lascia andare una situazione che è causa di dolore, puoi sempre scegliere di lasciare il dolore nel ricordo.

E come dice il Dalai Lama…

❝La vera disciplina non si impone.
Non può venire che dall’interno di noi stessi.❞

(dal web )

A volte………………

Nascono legami che vanno al di là del contatto fisico, della vicinanza e della vista.

Percorrono strade invisibili, fino ad arrivare nella testa.

Si diramano in tante viuzze chiamate: comprensione, ascolto, telepatia, empatia, appartenenza.

Quello che trasmettono è paragonabile a un amplesso mentale, coinvolgono talmente tanto da riuscire ad appagare ogni mancanza tangibile.

E’ raro viverli ma, quando arrivano è bene farsi possedere, perché è molto facile conquistare un corpo, ma non altrettanto si può dire del cervello.

M.Ayukawa

e voi che ne pensate ?  Un abbraccio …e vista l’ora tarda buona notte :))